Auto e Commercio

Auto potenti, motori rombanti, moto veloci e dalle linee accattivanti; perché non mantenere le tradizione accostando tutto questo a bellissime ragazze opportunamente vestite?

Probabilmente è quello che si chiedono gli espositori ed i grandi marchi in campo automobilistico che, nelle mostre ufficiali, non mancano di dare seguito all'intramontabile binomio donne-motori.

Ma la scelta effettuata non è dettata solo dal classico connubio, bensì, in gioco entrano anche le statistiche economiche che, come sempre, non mancano di rispondere alle aspettative dei venditori.

Certo, le auto che vediamo accompagnate da avvenenti ragazze nei saloni delle mostre non sono alla portata delle tasche di chiunque, ma la vistosità del binomio non fa altro che aumentare considerevolmente l'attenzione sul marchio che attrae su di sé lo sguardo degli appassionati di motori e dei semplici curiosi.

Per la prima categoria però, le splendide ragazze passano in secondo piano e mettono semplicemente in rilievo le auto in mostra. Qui si rappresenta e si racchiude il meglio della scena automobilistica e, perché no, anche motociclistica nazionale ed internazionale.

Ecco che allora, se pure il binomio mantiene la sua importanza, le auto divengono le vere protagoniste della scena. I motori si potenziano, i design si fanno sempre più accattivanti e gli interni diventano lussuosi e raffinati; tutto risponde al gusto dei possibili acquirenti. Le auto si differenziano le une dalle altre per i particolari e gli accessori, mentre i prezzi, proposti nelle mostre, crescono a dismisura.

Ma parliamo piuttosto dei veicoli alla portata di tutti noi, quelli che vediamo correre lungo le nostre strade, parcheggiati sotto casa e che, ogni giorno guidiamo.

Le auto, da sempre, rappresentano una fetta importante del mercato internazionale che, a giusta ragione, va valorizzata. Via libera dunque ad auto piccole e veloci o, al contrario, grosse e potenti: l'importante è che rispondano alle esigenze dei consumatori.

Le vendite poi, si incrementano se i veicoli, nelle pubblicità e nelle presentazioni ufficiali, vengono accompagnati da splendide hostess; anche se, negli ultimi anni, l'influenza di questo abbinamento risulta attenuarsi poiché, oggi come oggi, l'acquisto delle automobili non è solo una prerogativa maschile, bensì anche femminile.

Come risolvere allora il dilemma che vede spaccarsi a metà il mondo delle vendite della automobili? I produttori hanno pensato anche a questo, ecco perché, persino nei saloni, si fanno largo auto che sembrano rispondere, sia da un punto di vista estetico che funzionale, alle esigenze del gentil sesso. Sono solitamente, auto piccole, molto comode, ma veloci e scattanti, dai colori sgargianti con interni che variano dai toni classici fino alle più stravaganti fantasie floreali.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una mossa economica azzardata e sessista, tuttavia le statistiche parlano chiaro: le "automobili da donne" piacciono eccome!

Le differenze tra "auto da donna" o meno scompaiono, però, di fronte ad una delle più sconvolgenti notizie nel mondo delle vendite di auto del giorno d'oggi: la scelta degli uomini in merito alla nuova auto da comprare è, quasi sempre, condizionata dal volere della loro dolce metà.

Ciò significa che le motivazioni di comodità, praticità e costo, oppure, di velocità e robustezza passano in secondo piano o, meglio, si trovano a confronto tra di loro in una sfida che, come ci dimostrano alcuni semplici dati, viene spesso vinta dal gentil sesso che scende spesso a compromessi preferendo comodità ed eleganza alle alte prestazioni ed a un costo inferiore.

Per fornire qualche dato potremo, ad esempio, parlare degli Stati Uniti dove le statistiche riportano che, nel settore delle quattro ruote, ben il 54% degli acquisti è dettato dal gentil sesso; il tutto per un giro di affari annui che raggiunge e, talvolta supera, i 150miliardi di euro.

Altro dato interessante è quello registrato in Canada, dove si è calcolato che le donne hanno un notevole ascendente sull'acquisto delle auto in ben 85 casi su 100.
Visti questi dati, viene spontaneo domandarsi: non è forse giunto il momento di inaugurare un nuovo connubio "uomini e motori"?

 

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